Benedetta amigdala!

Submitted by Cecilia Klynne on Tue, 2007-07-10 01:14.


Aleksander Perski, medico specialista in fenomeni legati allo stress e ospite di Villa San Michele racconta le sue esperienze durante una passeggiata nei dintorni della villa. Descrive inoltre l'amigdala, una ghiandola presente nel cervello dei rettili, che ci aiuta nelle situazioni di pericolo.

Per favorire l’ispirazione, prima di cominciare a scrivere, decisi di iniziare la giornata ad Anacapri con una passeggiata lungo il sentiero che conduce al chiostro di Cetrella, sull’altro versante del monte.

Poco prima di raggiungere il punto panoramico che abbraccia l’intera isola, mi ritrovai improvvisamente fermo a circa tre metri dal sentiero tra le piante di rosmarino. Dopo un breve attimo di smarrimento, mi si ripresentò alla mente il ricordo di un grosso serpente nero strisciato fino ai miei piedi da una vicina roccia arroventata.

Nel mesencefalo posto dietro ai miei occhi, è presente, fortunatamente, come in tutti gli esseri umani, una minuscola struttura chiamata amigdala, che ha la capacità di mettermi in guardia da un pericolo, senza coinvolgere alcuna delle mie attività coscienti.

Questa ghiandola della forma e della grandezza di una mandorla (amigdala viene del termine latino che significa mandorla) sembrerebbe funzionare come archivio delle reazioni emozionali, principalmente per le sensazioni di allarme e paura o terrore.

L’amigdala riceve continuamente informazioni dai nostri organi di senso su tutto quello che accade intorno a noi. È evidente che questa piccola struttura analizza immediatamente gli stimoli e seleziona immagini, suoni, odori, sensazioni gustative, precedentemente associate a qualcosa di molto pericoloso.

Nell’amigdala avverrebbe, quindi, un’incessante archiviazione di memorie emozionali.

La maggior parte degli eventi da noi vissuti lasciano qui una traccia – in particolare le percezioni di un pericolo. La velocità con cui questa struttura elabora un segnale negativo di allarme e il ricordo emozionale di cui dispone, costituiscono indubbiamente un grande vantaggio, sebbene possano a volte indurre in falsi allarmi.

Al tempo in cui l’esistenza umana si presentava monotona e i pericoli non particolarmente differenziati, il sistema era sicuramente di efficacia insostituibile.

La vita moderna, con i suoi continui cambiamenti e il presentarsi di nuove situazioni e contesti, può sovraccaricare l’amigdala e indurci in errore.

Il cavallo marino nel cervello

L’amigdala riceve aiuto da una struttura adiacente, presente nel cervello, chiamata ippocampo (cavallo marino). Nell’ippocampo avviene l’orientamento temporale e spaziale e la rielaborazione delle informazioni in un sistema di percezioni, sensazioni e dati oggettivi riguardanti eventi importanti. È probabile che in questa forma i dati vengano poi archiviati nel cervelletto e sembrerebbe anche che l’amigdala usi queste informazioni, quando deve scegliere tra azione e non azione, al comparire improvviso di un segnale di pericolo.

L’amigdala ha a propria disposizione un formidabile sistema di valutazione, capace di salvarci da un pericolo. Nel mio caso era stata in grado di spostare una massa corporea di 80 chili a distanza di sicurezza dal serpente, ma non così lontano da farmi precipitare nel vicino dirupo, grazie all’ippocampo, provvisto, tra le alte cose, di un efficace sistema GPS.

Durante la mia successiva permanenza, mentre mi occupavo di aggiornare il mio libro in materia di stress ”Ur balans”, il giardiniere di San Michele, mi rivelò che i rettili presenti a Capri non sono velenosi. Con questo bagaglio di conoscenze, ripresi le mie passeggiate in montagna. In un’occasione vidi improvvisamente un grosso serpente nero disteso a prendere il sole sul muretto che volevo oltrepassare.

Entravano ora in conflitto l’amigdala (il mesencefalo) e la mia corteccia cerebrale – il serpente è pericoloso – no! è innocuo - devo solo camminare lentamente. Mi calmai e procedetti a passo spedito.

Ma dopo ero completamente esausto e mi dovetti sedere per riposare a lungo. È quindi esatto sostenere che un conflitto mentale può essere estenuante quanto l’azione di spaccare della legna.

Aleksander Perski
Ricercatore sui fenomeni legati allo stress, Karolinska Institutet di Stoccolma

(il testo originale si trova nella rivista riservata ai soci Gli amici
di San Michele, 16 febbraio 2006)