Foto: Peter de Ru
Munthe amava molto i cani. Il più conosciuto dei molti che ebbe è Puck, un alano del cui nome Munthe ha fatto uno dei suoi pseudonimi, firmandosi « Puck Munthe ».
Puck morì durante una passeggiata sulle Alpi nel 1888. In seguito Munthe si circondò di molti altri cani, ma anche di scimmie e civette. Nei soggiorni capresi la Principessa Ereditaria era accompagnata dal pastore lappone Gioia, dai barboncini Tom e Pussy e dal foxterrier Fellow.
Jangfeldt scrive:
Uno dei personaggi più divertenti de La Storia di San Michele è il babbuino dispettoso e alcolizzato di nome Billy.
La scimmia ritratta dalla macchina fotografica della Principessa Vittoria, è di taglia più piccola di un babbuino, ma sembra avere la stessa passione di Billy: spulciare i cani di Munthe.
A Munthe erano particolarmente cari gli uccelli che ogni anno si fermavano a riposare a Capri nel tragitto dall’Africa al nord. Quando Munthe, nel 1904, acquistò il Castello Barbarossa, sopra villa San Michele, fu con l’intento di fare di quella parte di Capri un rifugio per gli uccelli.
(da La Capri di Munte, accanto in immagini di Bengt Jangfeldt, traduzione dallo svedese di Stefania Renzetti, © Bengt Jangfeldt 2004, Värnamo 2005, p. 85)