Un giardino per l´anima

Submitted by Cecilia Klynne on Mon, 2007-09-24 11:18.

Foto: Peter de RuFoto: Peter de Ru

Il giardino di Villa San Michele si trova su un terrazzamento, posto a 300 metri circa sopra il livello del mare, con vista sul golfo di Napoli e sulla penisola di Sorrento con il vulcano Vesuvio sullo sfondo.

Quando l’aria è tersa si distingue a nord l’isola di Ischia. Il giardino non è molto esteso, ma presenta una grande varietà di piante ed è ravvivato dalla disposizione su diversi livelli. Le numerose piante dai colori sgargianti contrastano con le più discrete piante di cipresso, tuia, edera, bossolo e muschio.

Larås scrive:

Nel giardino spicca lo splendido colonnato – una loggia aperta con una fila di colonne candide, che segue la curvatura dello strapiombo, con una vista incantevole su cielo e mare.

Glicine - Wisteria sinensis

Le porte del salone veneziano di Axel Munthe si aprono sul giardino, conducendo nella loggia della sculture, dove lo sguardo è rapito dalla statua in bronzo di Hermes “il messaggero degli dei”. Il pavimento della loggia è riccamente ornato con motivi decorativi in marmi e pietre dure di diversi colori. A destra si apre un patio con una palma nana e una piccola fontana. Dietro la statua di Hermes (il cui originale si trova nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli) ha inizio la loggia aperta, che segue il perimetro del giardino affacciato sulla scarpata settentrionale. Sul lato opposto svetta la montagna Barbarossa, anche questa parte delle proprietà di Munthe.

La loggia colonnata è riparata da una spalliera di legno, coperta dai rami intricati di uno splendido glicine. Il glicine fiorisce in maggio, un mese più tardi rispetto a quanto accade sul lato meridionale dell’isola di Capri, evidenziando il microclima del giardino. I grappoli di fiori del glicine pendono dalla spalliera, creando un’atmosfera incantata.

Lungo il sentiero, formato da pietre calcaree di forme irregolari, si allineano bassi vasi di terracotta con le primizie della stagione e con piante da bulbo come giacinti e tulipani. Le piante dei vasi vengono cambiate più volte durante la stagione e sono, quasi sempre, di colori intensi.

Agapanto - Agapanthus africanus

A destra del sentiero crescono le ortensie - Hydrangea aspera strigosa, H. macrophylla, i cui splendidi colori sono dovuti ai minerali presenti nel suolo. I fiori sono di diverse tonalità di blu e di rosa. Sullo sfondo si intravede un maestoso cespuglio di farfugium - Farfugium. Più avanti, sulla destra, lussureggianti foglie lucide di forma allungata scendono dal bordo del muro. Si tratta di agapanto - Agapanthus africanus, i cui fiori si schiudono in grossi globi blu su alti fusti. Proseguendo la passeggiata nella loggia aperta, si apre un panorama mozzafiato, incorniciato da due colonne, coperte da rose rampicanti - Rosa banksiae.

Una piccola scala sale alla cappella, posta su un livello rialzato. Da qui si raggiunge il più suggestivo punto panoramico del giardino, da cui la sfinge egizia in granito fissa lo sguardo nell’immensità del blu. Il panorama non è descrivibile a parole. Quando gli occhi non sono più in grado di sopportare l’intensità della luce del sole, si può volgere lo sguardo in basso verso la località di villeggiatura di Marina Grande. Dall’alto le tettoie, poste a protezione delle coltivazioni laggiù in basso, formano un disegno a scacchiera.

L’attuale giardiniere Raffaele Scarpato ha ereditato la responsabilità del giardino nel 1998 dallo zio Antonio. Raffaele si alza presto la mattina, tre ore prima dell’arrivo dei primi visitatori, per rastrellare, togliere le erbacce e innaffiare.

Palma gigante - Yucca elephantipes

È presente un sistema di innaffiamento automatico interrato, ma alcune aree del giardino devono essere innaffiate manualmente. L’acqua proviene da una cisterna di raccolta delle acque piovane ed è ricca di calcio. La parte del giardino di cui Raffaele è più orgoglioso è la zona intorno al piccolo torrente tortuoso. Qui crescono diversi tipi di palme, camelie e di palma gigante - Yucca elephantipes. Il suolo è coperto da soleirolie - Soleirolia solerorolii. Sul muro retrostante si arrampica l’edera - Hedera helix, ma anche il pittosporo - Pittosporum tobira, dalle foglie lucide e ben modellate, apprezza il caldo assorbito dalla pietra.

In primavera fioriscono tulipani, narcisi, anemoni, giacinti, fresie, viole, petunie e iris. In estate Raffaele pianta rose d’india, begonie, calceolarie e veroniche.

In inverno, tra i cespugli e gli alberi sempreverdi, germogliano ciclamini e primule - Primula. Come enormi punti esclamativi spiccano le canne fiorifere - Canna generalis con foglie scure ed eleganti fiori slanciati. Rosse primizie brillano nella penombra del giardino, nei punti in cui i raggi del sole si sono fatti strada attraverso i fitti rami.

Alloro - Laurus nobilis

Nonostante la superficie limitata, nel giardino di Villa San Michele crescono numerosi alberi, alcuni di specie molto comuni nell’area mediterranea, come i pini dalle chiome che si aprono a forma di ombrello, Pinus halepensis, P. pinaster, P. pinea, i Cedri del Libano - Cedrus libani, le acacie (a foglia lunga) - Akacia longifolia, i cipressi - Cupressus sempervirens e C. arizonica fastigiata, l’alloro - Laurus nobilis e gli alberi di ulivo - Olea europaea.

È presente anche il melograno - Punica granatum con i suoi frutti nodosi di colore rosso-arancio e la magnolia - Magnolia soulangeana, importata dall’Asia che costituisce il più antico albero da fiore del mondo. La magnolia schiude i suoi fiori da soffici batuffoli vellutati in primavera, molto prima che l’albero si copra di foglie. Uno stretto sentiero, fiancheggiato da cipressi - Cupressus sempervirens, simili a colonne, scende verso la casa.

Nella radura adiacente sono disposti alcuni dei reperti antichi della collezione di Munthe. Qui cresce il fico - Ficus elastica, l’oleandro - Nerium oleander, la yucca - Yucca filamentosa, la palma nana - Cycas revoluta, e diversi tipi di camelia - Camellia japonica.

Betulla - Betula Pendula

Due alberi di betulla - Betula pendula, comuni nel Nord, furono donati a Villa San Michele ai tempi dell’intendente Josef Oliv. Una delle betulle riuscì a sopravvivere ed è oggi piantata nel mezzo del giardino. Fa ombra a un busto, posto su una colonna, che rappresenta il medico di corte Axel Munthe (il busto è opera dello scultore svedese Karl-Gustav Ekberg)

Larås scrive:

è un miracolo che la betulla sia sopravvissuta così lontano da “casa”. La betulla necessita di molta acqua e i due alberi iniziarono la loro esistenza trascorrendo i primi tre inverni nella terra ghiacciata di San Michele per essere ripiantati, in estate, su consiglio di un botanico, nella terra fresca.

La betulla sopravvissuta schiude le sue verdi foglioline lobate ogni anno verso il 19 marzo (giorno dell’onomastico di Josef). La betulla è in buona compagnia di una palma e di un cespuglio di camelie.

Uscendo dal giardino passo davanti a un piccolo spiazzale con alberi di arancio e di lentisco su un tappeto di morbido muschio impreziosito da un reperto antico: l’insieme viene a costituire una “natura morta” assolutamente splendida.

Ann Larås
Giornalista e scrittore

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