Una villa rustica vicino al mare

Submitted by Cecilia Klynne on Sun, 2007-07-08 17:59.

Foto: Peter de RuFoto: Peter de Ru
Per quanto riguarda il periodo imperiale romano, Capri viene per lo più associata alle crudeltà e perverse stravaganze cui si abbandonò l’imperatore Tiberio sull’isola. Se vogliamo credere a quanto riportano gli storici romani Svetonio e Tacito.

Tiberio trascorse a Capri gli ultimi dieci anni della sua vita. L’isola era di proprietà personale dell’imperatore dal 29 a. C.. Augusto si fece cedere l’isola dalla città di Napoli in cambio dell’isola di Ischia.
Sotto il regno di Tiberio si realizzarono sull’isola un numero maggiore di ville.

Le più significative sono Palazzo a Mare, a est di Marina Grande, Villa Iovis, sulla punta estrema orientale dell’isola, e Villa Damecuta sul lato nord-occidentale.

Villa Capodimonte

Una delle numerose ville minori dell’isola è la c.d. Villa Capodimonte. Situata sul luogo dove sorge ora Villa San Michele, presso la parte superiore dell’antica scala fenicia, che sale ad Anacapri. La villa era forse una delle tante ville minori sull’isola di proprietà dell’imperatore. Nel suo libro ”La storia di San Michele” Munthe fa raccontare al vignaiolo MastroVincenzo come questi solo a grande fatica riuscì a liberare la sua vigna da tutte le vecchie rovine. Munthe sarebbe in seguito venuto in possesso di molti altri ritrovamenti antichi. Egli venne, poi, anche criticato per aver distrutto in situ resti di epoca antica.

Non è da escludere che le vestigia della villa antica fossero già seriamente compromesse all’arrivo di Munthe: in ogni caso egli si impegnò a conservare almeno parte di quanto trovò. I primi scavi condotti a Capri furono vere e proprie cacce al tesoro con l’unico obiettivo di impadronirsi di antichità da vendere a caro prezzo.
Particolarmente famoso divenne l’austriaco Norbert Hadrawa, che durante i suoi ”scavi” a fine Settecento saccheggiò molte delle ville romane di Capri.

Quanto accadde a Villa Capodimonte, va quindi considerato come tipico dei tempi – l’illustre archeologo Rodolfo Lanciani testimonia come nello stesso periodo a Roma antiche rovine venissero fatte rapidamente sparire per far posto alla città moderna che andava costruita.

”Roba di Tiberio”

Cosa si nasconde, quindi, sotto Villa San Michele?
Uno dei problemi è costituito dal fatto che la maggior parte di quanto sappiamo degli antecedenti della villa proviene dallo stesso Munthe.
Qual è la verità di Villa San Michele?

Munthe stesso scrive che non si augura di meglio che non essere creduto. Di notevole interesse è che Munthe accenna che in occasione della sua prima visita alla vigna di Mastro Vincenzo trovò una moneta con ”il nobile ritratto di Augusto” e l’iscrizione Divus Augustus Pater. Monete in bronzo con il ritratto di Augusto e questa stessa iscrizione sono molto comuni: venivano coniate in grandi quantità proprio sotto Tiberio.

L’antica costruzione sul luogo può essere stata molto estesa. Due eruditi del luogo, Giuseppe Feola e Rosario Mangoni, documentarono già nel 1830 ca. molti ritrovamenti in occasione degli scavi anteriori alle coltivazioni o costruzioni nella zona circostante Villa Capodimonte.

Negli anni Trenta Amedeo Maiuri, illustre autorità in materia di archeologia a Capri, raggiunse la conclusione che Villa Capodimonte era una c.d. villa rustica. Era parte di una villa principale, che si è soliti chiamare Palazzo a Mare. Questa villa, che Maiuri presuppose essere stata una delle residenze di Augusto sull’isola, era situata più in basso, vicino al mare, presso Marina Grande. Una villa rustica era una sorta di villa ausiliare che forniva i diversi prodotti, come olio e vino, necessari alla villa principale.

Un’ulteriore prova di un probabile legame tra le due ville è la medesima tecnica di costruzione: muri sottili e conseguenti stanze di dimensioni ridotte Basandosi sulla tecnica di costruzione, Maiuri colloca cronologicamente entrambe le ville in età augustea.

Ragnar Hedlund, dottorando in Antikens kultur och samhällsliv, Università di Uppsala