Villa San Michele

Submitted by admin on Tue, 2007-07-10 16:16.

Foto: Peter de RuFoto: Peter de Ru

Raramente letteratura e realtà concorrono al reciproco successo come nel caso di San Michele. La prima edizione, uscita in inglese nel 1929, de La Storia di San Michele del Dr Axel Munthe conquistò un tale successo presso il pubblico da dover essere immediatamente ristampata e già l’anno successivo i suoi lettori si recarono a Capri per vedere con i propri occhi la casa dell’autore che aveva ispirato il titolo.

La villa divenne presto un’attrazione turistica di per sé, contribuendo enormemente alla fama del libro. Già negli anni Trenta si contavano una schiera di traduzioni. Attualmente se ne stimano circa un cinquantina.

Erdeös scrive:

La spiegazione, pertanto, andrà cercata, in parte nello stile affascinante del racconto del proprietario che ripercorre la storia della sua creazione, in parte nella capacità della creazione stessa di lasciare un ricordo indelebile in chi la visita. Il paragrafo precedente fornisce agli interessati le informazioni base per facilitare la consultazione delle descrizioni dettagliate.

Villa San Michele non è un’abitazione privata, nel senso letterale del termine. È, più esattamente, la testimonianza delle riflessioni e dei sentimenti di Axel Munthe sulla bellezza e sui grandi interrogativi dell’esistenza, ma rimane, al contempo, aperta a ogni interpretazione.

L’architettura è utilizzata per sottolineare l’immensità del paesaggio, ma crea, al tempo stesso, una cornice per i capolavori artistici secondo lo spirito romantico - simbolistico. A questo proposito il parco gioca un ruolo importante. Caratteristici sono, a titolo di esempio, le statue ricoperte di rampicanti e i marmi coperti di muschio sparsi nel giardino. Gli oggetti in marmo, pietra, mosaico e terracotta sono circa 655. Quelli in legno, metallo ceramica e tessuti sono ben 530. Le collezioni sembrano presentare alcune tematiche principali. È il caso delle raffigurazioni della natura e degli animali, come anche della morte e della mortalità. Ma non sono disposte seguendo un programma definito. Si ha, più che altro, l’impressione che i pezzi siano stati accostati casualmente in gruppi di qualità variabile. Al Dr Munthe, più che il valore artistico del singolo oggetto, interessava il messaggio e i ricordi personali che sapeva evocare. Questa conclusione fu avvalorata dal fatto che le collezioni non contengono pezzi acquistati in gruppo da altre collezioni.

L’inventario del museo copre diverse epoche dall’antichità agli inizi del Novecento. Le antichità classiche sono romane, egizie o etrusche. Solo pochi esemplari tra queste sono riconducibili alle proprietà imperiali del luogo. Si tratta di resti di costruzioni, elementi architettonici e affreschi.

Varie sono le provenienze degli oggetti. Gli ampi e ramificati contatti del Dottor Munthe attraverso l’Europa includevano molti paesi dalla Scandinavia all’Italia e dall’Inghilterra fino in Russia.

San Michele è, nel senso più vero dell’espressione, la creazione di un cittadino del mondo.

Levente Erdeös